venerdì 30 luglio 2010

Università/ Andu: riforma voluta da Confindustria, non da Gelmini

'Per non chiudere atenei pubblici. Ultima speranza ripresa proteste'


Roma, 30 lug. (Apcom) - Secondo Nunzio Miraglia, coordinatore nazionale dell'Andu, l'Associazione nazionale docenti universitari, il ddl approvato ieri dal Senato non deriverebbe dalla volontà del ministro Gelmini ma da una precisa scelta di forti gruppi di potere, in particolare dalla volontà di Confindustria di ridurre i finanziamenti dello Stato verso gli atenei pubblici: "è il compimento di un progetto di distruzione dell'università pubblica - dichiara oggi Miraglia ad 'Ustation-the university media network' - condotto trasversalmente da Confindustria e dai forti poteri pseudo-liberisti".
Miraglia, tra i docenti più attivi, attraverso la sua associazione, nel contestare le novità incluse nel testo di riforma, ritiene che "il parlamento è stato condizionato, come negli ultimi 20-25 anni, da gruppi di potere extraparlamentari che hanno deciso al loro posto i destini dell'università pubblica: poteri che hanno come unico obiettivo quello di chiuderla".
Per il coordinatore dell'Andu le logiche di potere cui si riferisce, "sono di tipo economico ed affaristico" e prevalgono chiaramente anche nel testo del ddl approvato ieri: "basti pensare al commissariamento previsto per gli atenei in difficoltà, all'autonomia nazionale 'chiusa' ed ai grossi margini decisionali che avrà l'Anvur a seguito dell'approvazione della riforma".
Anche se il Senato ha approvato il ddl, le speranze di associazioni e sindacati di non portarla a compimento rimangono intatte. "È importante prendere atto che si è trattato di una serie di manifestazioni non scontate, soprattutto quelle delle ultime settimane: si sono svolte centinaia di assemblee di facoltà, tutte omogenee nel contestare non solo i tagli ma anche il ddl e gli attacchi all'autonomia".
Il leader dell'associazione dei docenti ritiene che il ritorno della contestazione possa in qualche modo frenare le scelte della Camera: "C'è da sperare - specifica Miraglia - che a settembre il movimento attacchi i veri responsabili di questa operazione: non certo il ministro Gelmini, che non ha le competenze per realizzarla, ma la Confindustria ed i poteri extraparlamentari. Si tratta di un potere accademico-politico fortissimo".
Per contrastarlo è fondamentale che "gli studenti, i professori, i ricercatori ed i tanti rettori che si sono espressi negativamente riprendano la loro lotta" subito dopo l'estate. "In gioco è la democrazia del paese, perché l'università è autonoma e libera. È una battaglia - conclude il coordinatore dell'Andu - che va al di là degli interessi di categoria".

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