domenica 30 gennaio 2011

Università dell'Aquila: bufera nell'edilizia

da www.ilcapoluogo.com del 29.1.2011

L'Aquila, 29 gen 2011 - Sembra non avere fine la polemica scaturita dal contratto di locazione dell'edificio ex Optimes, occupato nell'immediato post terremoto dalla facoltà di Ingegneria e Scienze motorie, è poi disdetto dal rettore di Orio. "Dopo la conferenza stampa di Del Vecchio al mattino, nel pomeriggio il rettore in Cda (e in Tv) lo smentisce e detta la nuova linea sul caro affitti. Inaccettabile la minaccia di trasferire le facoltà: ma a che titolo il Da parla di questioni accademiche? Prendiamo atto e informiamo gli organi di stampa che, incalzati dall’evidenza dei gravissimi fatti da noi segnalati, direttore amministrativo e rettore forniscono nello stesso giorno versioni contrastanti sulle scelte da adottare per uscire dalla palude del caro-affitti dell’ex-Optimes, in cui si sono cacciati e, purtroppo, hanno cacciato l’ateneo aquilano". Lo si legga in una nota dei consiglieri di amministrazione dell’università Pierluigi Beomonte Zobel, Brunello Oliva, Sergio Tiberti, che ricostruisce la vicenda:
1. "Del Vecchio stipula a luglio 2009 un accordo capestro con Gallucci per quasi 2 milioni di eurol’anno senza parere dell’Agenzia del Territorio, senza premurarsi di prevedere una clausola di tuteladell’Università, e senza la possibilità di poter garantire una gara sui lavori di ristrutturazionelautamente pagati al “proprietario” con denaro pubblico, e per i quali non esiste rendicontazione.Non era certo questo il mandato di Senato e Cda, che non conoscevano in anticipo il contenuto delcontratto.
2. A luglio 2010 il Consiglio di Stato stabilisce che il proprietario dello stabile è il Nucleo Industriale e non Gallucci. Ma il 7 gennaio 2011 Del Vecchio - non autorizzato da nessuna delibera del Cda -scrive ancora a Gallucci (perché ormai?) chiedendo un ribasso dell’affitto del 20% (perché non il 30o il 40%?), invocando il rischio di insolvenza dell’Ateneo. Dopo soli 3 giorni arriva il parere dell’Agenzia del Territorio in base al quale risulta che l’ateneo esborsa un canone tra il doppio e iltriplo del dovuto!
3. A questo punto l’ineffabile Del Vecchio si comporta non da conduttore, ma da locatore proprietario, chiedendo una verifica al rialzo della stima, cioè la premessa per pagare di più! Questo incredibile comportamento viene giustificato dal DA come una tutela verso l’università, paventando il rischioche il proprietario possa non essere disponibile a ribassare il canone e quindi vi sia il rischio che duefacoltà rimangano senza sede e debbano emigrare da L’Aquila! In pratica, Del Vecchio si permettedi configurare gli scenari dell’ateneo aquilano per coprire le sue dilettantistiche mancanze.
4. Contestualmente e dopo la nostra denuncia, il rettore, dopo aver fatto finta di disdire il contratto(scrivendo a Gallucci, che non è proprietario) annuncia la disdetta definitiva del contratto e annunciaaltresì di voler informare sindaco, prefetto e Regione della grave situazione determinatasi per la sededi Ingegneria, che rischierebbe di andare in altra città abruzzese. Ma chi avrebbe determinato questasituazione, se non l’incauta condotta della governance sull’ex-Optimes? Loro fanno, loro disfano.
5. Nel corso del Cda di ieri, ennesima variante. L’ateneo deve rivalersi per le somme esborsate ineccesso! Come se il contratto l’avesse firmato qualcun altro e non DA e Rettore! Qualcuno di noi fa notare che se anche si dovesse malauguratamente cercare una nuova sede, non occorre allontanarsi dall’Aquila, i cui nuclei industriali abbondano di strutture utilizzabili, per non dire che già nel 2009si poteva pensare di prendere per pochissimo le strutture del polo elettronico smobilitate. E il rettore dà atto in Cda che l’eventuale gara sarà estesa al solo territorio aquilano, dopo aver fatto diffonderein mattinata la notizia tendenziosa del rischio di perdere le Facoltà. Del Vecchio dice di non temere gli accertamenti eventuali della Corte dei Conti, parlando del piccolo miracolo degli iscritti. Ma cosa c’entrano le due cose, ammesso che il miracolo esista e non sia un artefattodovuto all’esenzione dalle tasse? Il punto è un altro. Può un ente pubblico, un’università per di più in seriedifficoltà finanziarie, permettersi il lusso di sborsare un eccesso di un milione di euro l’anno per un canoned’affitto? Evidentemente no. E’ questa la questione e, contrariamente a quanto asserito da Del Vecchio insultandoci, sappiamo di cosa parliamo".

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