domenica 29 gennaio 2012

Il futuro ha i capelli bianchi: i nonni cambieranno il mondo



da La Repubblica del 28.01.2012

A FIANCO della fontana, annegata nel verde, Mario danza leggero. Fa vorticare la corda sopra la testa e i piedi saltellano sapientemente a ritmo, sul largo tombino di cemento. È un esercizio da bambine di una volta e, per chi se lo ricorda, da sportivi anche più antichi. DICIAMO anni '40, '50, Bartali, Tiberio Mitri.
Mario lo ha imparato allora, da ragazzo. Perché Mario, che ansima appena nella sua tuta celeste, ha 82 anni. Altro che Balotelli, è lui SuperMario, il Mario nazionale, il simbolo dell'Italia che verrà. Benvenuti nel secolo dei nonni, anzi, dei bisnonni, gagliardi e vispi, destinati a soffocare, con la massa dei n u m e r i , l a sparuta pattuglia dei nipoti: nel 2030, dicono i demografi, in Italia ci saranno due anziani per ogni bambino. Già oggi, ha riferito ieri l'Istat, nel nostro paese, un uomo di 65 anni può ragionevolmente aspettarsi di vivere fino al compleanno numero 83 e una donna fino al traguardo degli 86.È una rivoluzione che non abbiamo ancora neanche cominciato a digerire.
Sono cinquant'anni che ci lamentiamo della carenza di asili-nido, ma la vera urgenza sono gli ospizi. Le scorte importanti in casa non sono i pannolini, ma i pannoloni. E la più cruciale emergenza edilizia è l'installazione a tappeto di ascensori.
Nella storia dell'umanità, non è mai accaduto che la proporzione di persone sopra i 60 anni fosse superiore a una su venti. Adesso, siamo arrivati ad una su dieci. Nel 2050, secondo le previsioni dell'Onu, saranno una su cinque. Antonio Golini e Alessandro Rosina, che hanno curato un libro appena uscito, "Il secolo degli anziani", definiscono questo processo "inedito, incisivo, irreversibile". Non si è mai verificato, è destinato a sconvolgere politica, classi sociali, economia, consumi. E, visto che è il risultato di una vita più lunga e con meno figli, solo devastanti epidemieo catastrofi potrebbero rovesciarlo. Per una volta, l'Italia, uno dei paesi più vecchi e meno fecondi d'Occidente, è all'avanguardia: gli over 60 erano il 26 per cento della popolazione nel 2006, saranno il 41 per cento nel 2050. Ci batte solo il Giappone. In generale, nei paesi ricchi gli ultrasessantenni passeranno da un quinto ad un terzo. Chi pensava che, con l'arrivo in pensione, la generazione dei baby boomers sfumasse quietamente sullo sfondo, si è sbagliato di grosso.
Perché è statisticamente assai probabile che, in quel 41 per cento anziani italiani del 2050, i nati del dopoguerra siano ancora una bella fetta, vociante, imperiosa, pronta a piegare il mondo alle sue esigenze, come da sessant'anni a questa parte.
Anziani, infatti, è un termine generico. Tutti ci siamo accorti che ci sono in giro meno bambini di una volta e che i ranghi della terza età sono sempre più nutriti. Ma non è quella la grande novità. La vera bomba sono quelli che Golini e Rosina chiamano, poco cerimoniosamente, i "grandi anziani". Cioè gli over 80, come SuperMario. Un secolo fa, una persona su dieci arrivava agli 80 anni. Oggi, succede a metà degli uomini e al 70 per cento delle donne. Di quel 41 per cento di popolazione anziana dell'Italia del 2050, più di un terzo sarà costituito da ultraottantenni. In attesa che, oltre alla vita, si trovi il modo di prolungare anche la gioventù, questa falange di bisnonni - molti, necessariamente, un po' acciaccati - sommergeranno il sistema sanitario, come è già avvenuto con quello pensionistico. Ma, accanto a questi impatti, molto dibattuti, ce ne sono più generali, più ampi, più sottili. Sulla politica, ad esempio. I futuri leader dovranno tener conto di questo zoccolo inamovibile di elettori, capaci, oltre a rivendicare le proprie esigenze, di continuare serenamente a rinfacciarsi, ad un secolo di distanza, le colpe di Stalin e quelle di Mussolini. Ma anche, in generale, sull'economia. L'Italia è sempre stata un paese di grande risparmio, ma i pensionati, di regola, risparmiano meno di quanto faccia chi ancora lavora.
Consumano anche meno o, almeno, non le stesse cose. Le industrie dovranno tener conto di questi nuovi consumi. Preparatevi a vedere i baby boomers reclamare macchine più alte, in cui sia più facile infilarsi, autobus più bassi, in cui sia più facile salire, telefonini e computer con i tasti più grossi. Ma, in generale, in questo paese di vecchi, è una rivoluzione culturale quella che ci aspetta.
Sempre meno, scegliendo casa, ci preoccuperemo che disponga di un'ariosa stanza per i bambini. Il problema vero sarà la stanza per ospitare l'anziano genitore, se non tutt'e due. L'ospizio o la casa di riposo, infatti, dicono gli esperti, sono la soluzione sbagliata: un ghetto alienante, soprattutto per chi deve viverci a lungo. E, comunque, con un costo insopportabile: in America, calcolano che, ancor prima che negli ospizi arrivino milioni di baby boomers, l'assistenza nelle case di riposo costi 100 miliardi di dollari l'anno.
Meglio, per la loro salute e il loro benessere, che gli anziani restino in casa. Anzi, che stiano nella loro casa. All'estero, spiega Giandomenico Amendola, si stanno creando costellazioni di città per anziani: dalla Florida all'Arizona, negli Stati Uniti, sulla costa mediterranea in Spagna e, in parte, in Francia. In Italia, non esistono simili spazi.
La soluzione dovrà essere mantenere gli anziani nei palazzi e nei quartieri delle città in cui hanno sempre vissuto. Case, spesso, nei centri storici, vecchie, antiquate, con scale strette e ripide. La prima urgenza sociale sarà dotarle di ascensori, per non imprigionare gli anziani nei loro appartamenti.
Ma che appartamenti saranno? Qui c'è da rivedere, da zero, il concetto di smart home, la casa elettronica e intelligente. Anche qui, chi pensa alla casa intelligente come un posto in cui, con un telecomando programmatore in mano, senza muoversi dalla poltrona o anche da fuori, si accendono e spengono luci, si avvia il riscaldamento, si fa partire la lavatrice, si scongela la verdura per la cena è su una falsa pista. Tutti lussi superflui.
Ciò che davvero occorre è una smart home (costo prevedibile 800-1.200 euro a vano) su misura dell'anziano. Dove il cuscino del letto reagisce alla pressione e, se l'anziano si alza per andare in bagno, automaticamente si accendono le luci fino in bagno e si spengono quando poggia di nuovo la testa sul cuscino. Naturalmente, se nel giro di 30 minuti non è uscito dal bagno, scatta l'allarme. Ma questoè solo l'abc. Si è già pensato a strumenti in grado di trasmettere automaticamente, in tempo reale, i dati sul ritmo cardiaco, sulla respirazione a squadre di controllo. La casa-prototipo, studiata da alcune università americane prevede sensori sullo spazzolino da denti, sulle confezioni di medicinali, sui contenitori di cibo, per verificare che l'anziano si sia lavato i denti, abbia preso la medicina, abbia mangiato quanto occorre. Altri sensori ricostruiscono l'andatura o la postura in modo da segnalare, ai medici o ai parenti, sviluppi negativi. Nell'insieme, una casa che, magari, adesso, ci richiama, in modo inquietante, il Grande Fratello, ma che, forse, quando ci staremo dentro, ci farà pensare ad una Grande Mamma.
Il paese dei nonni non è, però, una distesa di innumerevoli Titoni bavosi, consumati da una vecchiaia interminabile. Come mostra SuperMario, la vecchiaia è un concetto relativo.
Golini e Rosina adottano un parametro un po' macabro, ma efficace. Nel 1951, mediamente, una persona di 65 anni aveva davanti 13 anni di vita. Manteniamo quel differenziale di 13 anni. Il 65enne del 1951 equivale al 70enne del 1981, al 75enne del 2011, all'80enne del 2051. I dati di Golina e Rosina sono più datati rispetto agli ultimissimi dell'Istat e le proiezioni più ottimistiche. Ma il succo del ragionamento non cambia. Che vuol dire, infatti, questa scala? Che nel 2051, SuperMario, con i suoi 82 anni, avrebbe, in realtà, appena cominciato ad essere anziano. I nonni, insomma, hanno un futuro. Verrebbe quasi da dire: sono il futuro. Perché, nel paese per vecchi che ci aspetta, il problema è capire quale futuro hanno, piuttosto, davanti i nipoti. Gli ultimi vent'anni hanno radicalmente rovesciato un vecchio cliché.
Nel secolo scorso, il poverotipo era la vecchina, confinata in una soffitta buia, umida e fredda, che tira avanti elemosinando minestre. Quella vecchina esiste ancora, ma il nuovo povero-tipo è completamente diverso: è giovane, istruito, precario, peggio per lui se con moglie e figlio. Se tira avanti è, probabilmente, perché la suddetta vecchina, nel frattempo, ha avuto la pensione. Questo rovesciamento di ruoli è un elemento centrale della società di oggi, dove l'inaridimento del welfare pubblico è stato reso possibile dal trasferimento dei compiti ad una sorta di welfare familiare, dove il giovane, disoccupato, resta a casa dei genitori fino a 40 anni e campa con la paghetta di papà e l'aiuto dei nonni. Antonio Schizzerotto, Ugo Trivellato e Nicola Sartor provano, in un altro libro appena uscito, "Generazionia confronto" a comparare la situazione dei giovani d'oggi con quella degli attuali nonni in marcia, ovvero chi era giovane nel dopoguerra e, poi, negli anni '60 e '80. Il quadro che ne risulta è quella di una desolata fine delle illusioni. I giovani di oggi sono i primi, da un secolo a questa parte, a sapere che non riusciranno a migliorare le posizioni occupazionali e sociali dei loro padri. È un amaro risveglio. Le riforme scolastiche della seconda metà del '900 li hanno resi più istruiti e meno diseguali, nelle opportunità di educazione, sia fra ricchi e poveri, sia fra uomini e donne. Ma quell'educazione è più scadente rispetto a quella dei giovani di una volta e, soprattutto, serve di meno sia a trovare un posto che un buon stipendio. Schizzerotto, Trivellato e Sartor disegnano una sorta di U rovesciata. I giovani del dopoguerra avevano a che fare con il lavoro nero. Quelli degli anni '60 e '80 hanno via via sempre più ottenuto un lavoro stabile e sicuro. I giovani attuali sono tornati a confrontarsi con il lavoro precario e occasionale.
Quei fortunati degli anni '60 e '80 sono i nonni in marcia di oggi, ma il dramma dei giovani non è semplicemente l'altra faccia dell'avanzata degli anziani. L'invecchiamento della società è un fenomeno di tutto l'Occidente. Ma, all'estero, spiegano gli autori di "Generazioni a confronto", i giovani hanno occupazioni meno precarie, a parità di istruzione hanno stipendi più alti e il welfare è pensato per proteggerli di più.
Si può vivere con nonno, senza invidiarlo.

- MAURIZIO RICCI

sabato 28 gennaio 2012

venerdì 6 gennaio 2012

Spese consiglieri regionali: OMISSIS

Omissis. Omissis. Omissis. La risposta più sfacciata a chi si sgola sulla trasparenza nei conti pubblici è in certi bollettini ufficiali della Regione Calabria. La quale, costretta per legge a rendere noto come usa i soldi, copre i nomi degli oscuri destinatari di qualche decreto di spesa con ancora più oscuri «omissis». Lo denuncia un libro appena uscito. S'intitola «Casta calabra. La politica? Sempre meglio che lavorare...» ed è firmato dal direttore del Corriere della Calabria Paolo Pollichieni e dai suoi giovani di punta, Eugenio Furia, Giampaolo Latella, Pablo Petrasso e Antonio Ricchio. Un esempio? Eccolo all'articolo 2 del Decreto 3478 del 18 aprile 2011, col riconoscimento di un debito «in favore della società omissis, in persona del presidente del cda, rappresentata dall'avv. omissis». Un altro? Il decreto 3483, «liquidazione e pagamento della spesa a titolo di competenze di giudizio della somma complessiva di euro 251,64 in favore dell'avv. omissis». E via così. Somme piccole, somme più grandi... I cittadini avrebbero il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi? E vabbè...
«Prendete il più grande affare degli ultimi anni: la costruzione di quattro ospedali», raccontano gli autori, «Le strutture saranno realizzate nella Piana di Gioia Tauro, nella Sibaritide, a Vibo Valentia e a Catanzaro. Il costo previsto per i lavori è di 480 milioni (...) e la Regione ne ha affidato la progettazione (e il compito di seguire l'iter realizzativo) a una società in house della Regione Lombardia, "Infrastrutture lombarde"». Sulla procedura, la Procura di Catanzaro ha aperto un'inchiesta. Ma il punto non è questo. Il punto è racchiuso in poche righe della convenzione calabro-lombarda dedicate alla riservatezza. Il passaggio prevede che la divulgazione di documenti che riguardano «l'espletamento della convenzione sia concordata tra le parti». Dunque, accusano Pollichieni e i suoi cronisti, «i calabresi non potranno sapere nulla». E neppure, ovvio, i lombardi e gli altri italiani.
C'è di tutto, nel libro. Per cominciare, la denuncia del degrado culturale: «L'indice di alfabetizzazione dei consiglieri regionali della prima legislatura era doppio rispetto a quello degli attuali». Non solo oggi su 50 «la metà non ha la laurea» ma «ben 15 non hanno mai presentato alcun reddito da lavoro dipendente, non hanno mai conosciuto, neanche per un giorno, la dimensione del lavoro. A questi si aggiungano due consiglieri regionali che hanno "lavorato" ma come calciatori in categorie dilettanti e semiprofessionistiche».
In compenso, sono cresciuti enormemente gli addetti stampa, assunti senza concorso a infornate successive dalla destra e dalla sinistra e di nuovo dalla destra ancora pochi giorni fa tra parenti, amici e compagni di partito, fino a diventare un battaglione: «A decine negli uffici della giunta regionale, a decine in quelle del Consiglio e via scendendo, passando per tutti gli enti subregionali fino all'ultima e più sperduta delle aziende ospedaliere». Come stupirsi, poi, di certi bilanci? L'Astronave («così si chiama il palazzo che ospita la massima assemblea elettiva calabrese») costa ogni anno 77,9 milioni di euro. Il doppio del «parlamentino» dell'Emilia-Romagna che pure ha una popolazione doppia. Risultato: il Consiglio costa 38,7 euro a ogni cittadino calabrese, 8 euro a ogni emiliano. «Per gli stipendi di consiglieri regionali e assessori esterni, la Calabria mette da parte più di 23 milioni all'anno. L'Emilia Romagna meno di 13». 
Quanto ai vitalizi, basti un esempio tra i tanti. Quello del professor Domenico Cersosimo, chiamato nel novembre 2007 da Agazio Loiero a fare l'assessore alla Cultura e poi il vicepresidente. Totale dell'impegno in giunta: 848 giorni su 1.798 di legislatura. Per dargli la pensione, dice il libro, la Regione gli ha chiesto di versare contributi integrativi per 45 mila euro e dal 1 maggio 2011, a 59 anni, il docente riceve 3.600 euro lordi al mese. Dodici mesi e mezzo e da metà del prossimo maggio avrà recuperato tutti i 45.000 euro versati. Dopodiché, se vivrà come un italiano medio (auguri vivissimi, ovvio) sfilerà ai contribuenti fino al 2032, quando avrà 80 anni, 43.200 euro lordi l'anno per un totale di 864.000 euro: 19 volte i contributi versati. 
E le spesucce? «Nuovo gonfalone per la presidenza al posto del vecchio consunto: 3.500 euro più Iva»: 7 milioni di lire del vecchio conio, direbbe Paolo Bonolis, per un gonfalone. Per non dire della stanza di Fabrizio Capua, voluto dal governatore pidiellino Giuseppe Scopelliti come assessore regionale «ai Programmi speciali dell'Unione Europea, alle Politiche euromediterranee, all'Internazionalizzazione, alla Cooperazione tra i popoli e alle Politiche per la pace»: «Scrivania, cassettiera su ruote, librerie, una poltrona in pelle nera per lui e due (sempre in pelle) per gli ospiti, un divano a due posti e un tavolino. Costo: 23 mila euro». E poi i costi esorbitanti dell'aeroporto da cui decollano solo sei voli fissi al giorno ma i dipendenti hanno superminimi altissimi e la Sogas «paga 300 euro per svuotare ogni cassonetto alla società "Eco-Mrf"». E l'ufficio a Bruxelles infine soppresso ma per il quale, grazie a un contratto di 9 anni, la Regione continuerà a pagare 300 mila euro l'anno di solo affitto fino al 2015. E le società miste con uomini della 'ndrangheta. E le carriere di funzionari dal curriculum surreale: «Ottima conoscenza delle arti figurative e della storia artistica dei popoli. Discreta conoscenza teorica e pratica della musica maturata da autodidatta attraverso la studio del pianoforte e della chitarra».
E poi ancora la vicenda scellerata e tragica, chiusa con un misterioso suicidio, di Orsola Fallara, che ai tempi in cui Scopelliti era sindaco di Reggio Calabria liquidò a se stessa 947.836 euro e ne distribuì a pioggia ad amici e parenti compreso l'uomo cui era legata, «l'ingegner Bruno Labate, per un importo complessivo di euro 842.740». 
La storia più indimenticabile, però, è quella di un servizio dell'inglese Indepen dent del quale Giuseppe Scopelliti e il suo assessore al bilancio Giacomo Mancini jr., omonimo del nonno ma transitato a destra, menarono vanto con toni trionfalistici: «Uno dei maggiori quotidiani britannici, il The Independent , ha dedicato un reportage di due pagine all'operato del presidente Scopelliti e dell'assessore Mancini. Il tabloid (le cui vendite superano le 250 mila copie) nella sua inchiesta su infrastrutture e turismo nella nostra Regione ha messo in evidenza "La strada per il successo intrapresa dalla Calabria"». Peccato che, come avrebbe rivelato una delibera, si era trattato di «uno spazio pubblicitario/editoriale» pagato e realizzato con VoxMediaPartner, «società esclusivista per la pubblicità del quotidiano anglosassone in Italia».

  (Corriere della Sera del 6.1.2012)

domenica 25 dicembre 2011

Gesù Cristo da un punto di vista "laico"

tratto dal sito facebook "informare per resistere" del 25.12.2011

Il singolare destino di Gesù è stato quello di dedicare la sua esistenza alla lotta contro l’idolatria, la guerra e la tirannia per poi essere trasformato in un idolo, in un pretesto per combattere guerre sante ed in un oggetto di culto teocratico.
Si è mai vista una tale perversa inversione di valori nella storia umana?
Dostoevskij, con la sua “Leggenda del Grande Inquisitore”, aveva visto giusto:


Gesù aveva il senso dell’umorismo e sono sicuro che sorriderà benevolo nel vedere che qualcuno lo chiama “gran personaggione”, raccogliendo il suo testimone nella lotta alle idolatrie ed ai fanatismi, come lui stesso aveva chiesto espressamente di fare, prima che la Chiesa lo tradisse.
Chi era Gesù e quali erano le sue più profonde convinzioni?
Contro il familismo: 31 E giunsero sua madre ed i suoi fratelli; e fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. 32 Una moltitudine gli stava seduta attorno, quando gli fu detto: Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano. 33 Ed egli rispose loro: Chi è mia madre? e chi sono i miei fratelli? 34 E guardati in giro coloro che gli sedevano d’intorno, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! 35 Chiunque avrà fatta la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre [Marco 3:31-35] / 37 Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me [Matteo 10, 37] / 26 Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo [Luca 14, 26].
Contro il materialismo (panteismo), contro il potere (anarchico): “Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amor del Padre non è in lui” (1 Giovanni 2:15). 28 E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccider l’anima; temete piuttosto colui che può far perire e l’anima e il corpo nella geenna [Matteo 10, 28] / 36 Gesù rispose: Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perch’io non fossi dato in man de’ Giudei; ma ora il mio regno non è di qui [Giovanni 18, 36]
Gesù disse, “I Farisei e gli accademici hanno preso le chiavi della conoscenza e le hanno nascoste. Non sono entrati, e non hanno permesso a quelli che volevano entrare di farlo.Quanto a voi, siate furbi come serpenti e semplici come colombe” [Tommaso, 39] / Gesù disse, “Siate come passanti” [Tommaso, 42]. Gesù disse, “Il regno del Padre è come un mercante che ricevette un carico di mercanzia e vi trovò una perla. Il mercante fu accorto; vendette la mercanzia e si tenne solo la perla. Così anche voi, cercate il tesoro che è eterno, che resta, dove nessuna tarma viene a rodere e nessun verme guasta” [Tommaso, 76]. Gesù disse, “Chi è arrivato a conoscere il mondo ha scoperto un cadavere, e chi ha scoperto un cadavere è al di sopra del mondo” [Tommaso, 80] / Gesù disse, “Quanto è misero il corpo che dipende da un corpo, e quanto è misera l’anima che dipende da entrambi” [Tommaso, 87]
N.B. Satana, al momento di tentare Gesà, si proclama signore di questo mondo. Gesù non lo contraddice, non lo chiama bugiardo, non lo smentisce: perché sa che è vero – dunque ogni potere terreno è in qualche misura satanico. Gesù, invece di scegliere la via della dominazione o della rivoluzione (come gli zeloti), sceglie la via del servizio (è un anarchico): 25 E Gesú, chiamatili a sé, disse: «Voi sapete che i sovrani delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano il potere su di esse, 26ma tra di voi non sarà così; anzi chiunque tra di voi vorrà diventare grande sia vostro servo; 27e chiunque tra di voi vorrà essere primo a sia vostro schiavo. 28Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire [Matteo 20: 25-28 + Marco 10:45] / 22 Poi disse ai suoi discepoli: Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete; né per il corpo di che vi vestirete [Luca 12:22] / 15 Badate e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza de’ beni che uno possiede, ch’egli ha la sua vita [Luca 12, 15] / 24 Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per me, esso la salverà. 25 Infatti, che giova egli all’uomo l’aver guadagnato tutto il mondo, se poi ha perduto o rovinato se stesso? [Luca 9:24-25] / 16 E disse loro questa parabola: La campagna d’un certo uomo ricco fruttò copiosamente; 17 ed egli ragionava così fra sé medesimo: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: 18 Questo farò: demolirò i miei granai e ne fabbricherò dei più vasti, e vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni, 19 e dirò all’anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi, godi. 20 Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quel che hai preparato, di chi sarà? 21 Così è di chi tesoreggia per sé, e non è ricco in vista di Dio [Luca 12:16-21]. – si rivolge agli storpi, ai malati, ai poveri, agli eretici, ai marginalizzati, ai peccatori, alle donne ed ai bambini, a tutti quelli che non vengono mai ascoltati, la cui voce non conta nulla. Non disprezza i ricchi, chiede solo maggiore condivisione.
Contro il ritualismo e norme di purezza: 24 Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello [Matteo 23, 24] / 5 Poi disse loro: Chi di voi, se un figliuolo od un bue cade in un pozzo, non lo trae subito fuori in giorno di sabato? [Luca 14, 5] / 28 perciò il Figliuol dell’uomo è Signore anche del sabato [Marco 2, 28] / 15 Non v’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; ma son le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo [Marco 7, 15] / 3 E Gesù, stesa la mano, lo toccò dicendo: Lo voglio, sii mondato. E in quell’istante egli fu mondato dalla sua lebbra [Matteo 8, 3] / 25 Or una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni, 26 e molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz’alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, 27 avendo udito parlar di Gesù, venne per di dietro fra la calca e gli toccò la vesta, perché diceva: 28 Se riesco a toccare non foss’altro che le sue vesti, sarò salva. 29 E in quell’istante il suo flusso ristagnò; ed ella sentì nel corpo d’esser guarita di quel flagello. 30 E subito Gesù, conscio della virtù ch’era emanata da lui, voltosi indietro in quella calca, disse: Chi mi ha toccato le vesti? 31 E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi come la folla ti si serra addosso e dici: Chi mi ha toccato? 32 Ed egli guardava attorno per vedere colei che aveva ciò fatto. 33 Ma la donna, paurosa e tremante, ben sapendo quel che era avvenuto in lei, venne e gli si gettò ai piedi, e gli disse tutta la verità. 34 Ma Gesù le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace e sii guarita del tuo flagello [Marco 5, 25-34] / 14 E accostatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: Giovinetto, io tel dico, lèvati! [Luca 7, 14]
Empatico, compassionevole, coscienzioso: Gesù disse, “Se esprimerete quanto avete dentro di voi, quello che avete vi salverà. Se non lo avete dentro di voi, quello che non avete vi perderà.” [Tommaso, 70] /33 E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch’eran venuti con lei piangere anch’essi, fremé nello spirito, si conturbò, e disse: 34 Dove l’avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere! 35 Gesù pianse [Giovanni 11, 33-3].
Egalitario, anti-gerarchico: Gesù disse, “Se i vostri capi vi diranno, ‘Vedete, il Regno è nei cieli’, allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, ‘È nei mari’, allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa” [Tommaso, 3] / Gesù disse, “L’uomo di età avanzata non esiterà a chiedere a un bambino di sette giorni dov’è il luogo della vita, e quell’uomo vivrà.Perché molti dei primi saranno ultimi, e diventeranno tutt’uno” [Tommaso, 4] /il regno di Dio è dentro di/in mezzo a voi [Luca 17, 21] / 42 Come puoi dire al tuo fratello: Fratello, lascia ch’io ti tragga il bruscolo che hai nell’occhio, mentre tu stesso non vedi la trave ch’è nell’occhio tuo? Ipocrita, trai prima dall’occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo che è nell’occhio del tuo fratello [Luca 6,42 – ciascuno è in grado di contemplare il mondo obiettivamente]. / 5 Giunse dunque a una città della Samaria, chiamata Sichar, vicina al podere che Giacobbe dette a Giuseppe, suo figliuolo; 6 e quivi era la fonte di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte. Era circa l’ora sesta. 7 Una donna samaritana venne ad attinger l’acqua. Gesù le disse: Dammi da bere. 8 (Giacché i suoi discepoli erano andati in città a comprar da mangiare). 9 Onde la donna samaritana gli disse: Come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono una donna samaritana? Infatti i Giudei non hanno relazioni co’ Samaritani. 10 Gesù rispose e le disse: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli t’avrebbe dato dell’acqua viva. 11 La donna gli disse: Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; donde hai dunque cotest’acqua viva? 12 Sei tu più grande di Giacobbe nostro padre che ci dette questo pozzo e ne bevve egli stesso co’ suoi figliuoli e il suo bestiame? 13 Gesù rispose e le disse: Chiunque beve di quest’acqua avrà sete di nuovo; 14 ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna. 15 La donna gli disse: Signore, dammi di cotest’acqua, affinché io non abbia più sete, e non venga più sin qua ad attingere. 16 Gesù le disse: Va’ a chiamar tuo marito e vieni qua. 17 La donna gli rispose: Non ho marito. E Gesù: Hai detto bene: Non ho marito; 18 perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto il vero. 19 La donna gli disse: Signore, io vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare. 21 Gesù le disse: Donna, credimi; l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvazione vien da’ Giudei. 23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. 24 Iddio è spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in ispirito e verità. 25 La donna gli disse: Io so che il Messia (ch’è chiamato Cristo) ha da venire; quando sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa. 26 Gesù le disse: Io che ti parlo, son desso. 27 In quel mentre giunsero i suoi discepoli, e si meravigliarono ch’egli parlasse con una donna; ma pur nessuno gli chiese: Che cerchi? o: Perché discorri con lei? 28 La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente: 29 Venite a vedere un uomo che m’ha detto tutto quello che ho fatto; non sarebb’egli il Cristo? 30 La gente uscì dalla città e veniva a lui [Giovanni 4:5-30] – Pasti comuni, frequenta anche le persone agiate e gli esattori delle tasse (basta che siano onesti): 13 Ed egli rispose loro: Non riscotete nulla di più di quello che v’è ordinato [Luca 3:13].
Apocalittico: 6 Or voi udirete parlar di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. 7 Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo non sarà che principio di dolori. 9 Allora vi getteranno in tribolazione e v’uccideranno, e sarete odiati da tutte le genti a cagion del mio nome [Matteo 24:6-9].
Universalista: “Gesù vide alcuni neonati che poppavano. Disse ai suoi discepoli, “Questi neonati che poppano sono come quelli che entrano nel Regno.” E loro gli dissero, “Dunque entreremo nel regno come neonati?” Gesù disse loro, “Quando farete dei due uno, e quando farete l’interno come l’esterno e l’esterno come l’interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l’uomo non sia uomo e la donna non sia donna, quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno” [Tommaso, 22]. Gesù disse, “Quando farete dei due uno diventerete figli di Adamo, e quando direte ‘Montagna, spostati!’ si sposterà” [Tommaso, 105] / Simon Pietro gli disse, “Lasciate che Maria se ne vada, poiché le donne non meritano la vita.” Gesù disse, “Io stesso la guiderò in modo da farla maschio, così anche lei potrà diventare uno spirito vivente somigliante a voi maschi. Poiché ogni donna che farà se stessa maschio, entrerà il Regno dei Cieli” [Tommaso, 114] / Samaritano e Samaritana. Chiunque è il suo prossimo. 29 Ma colui, volendo giustificarsi, disse a Gesù: E chi è il mio prossimo? 30 Gesù, replicando, disse: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s’imbatté in ladroni i quali, spogliatolo e feritolo, se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31 Or, per caso, un sacerdote scendeva per quella stessa via; e veduto colui, passò oltre dal lato opposto. 32 Così pure un levita, giunto a quel luogo e vedutolo, passò oltre dal lato opposto. 33 Ma un Samaritano che era in viaggio giunse presso a lui; e vedutolo, n’ebbe pietà; 34 e accostatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra dell’olio e del vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo menò ad un albergo e si prese cura di lui. 35 E il giorno dopo, tratti fuori due denari, li diede all’oste e gli disse: Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, quando tornerò in su, te lo renderò. 36 Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s’imbatté ne’ ladroni? 37 E quello rispose: Colui che gli usò misericordia. E Gesù gli disse: Va’, e fa’ tu il somigliante [Luca 10, 29-37] / 28 Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù [Galati 3, 28].

Realistico: 13 Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entran per essa. 14 Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano [Matteo 7:13-14].
Obiettivo: Gesù disse, “Sappiate cosa vi sta davanti agli occhi, e quello che vi è nascosto vi sarà rivelato. Perché nulla di quanto è nascosto non sarà rivelato.” [Tommaso, 5]
Tollerante, libertario e comprensivo, paziente: 21 E il figliuolo gli disse: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te; non son più degno d’esser chiamato tuo figliuolo. 22 Ma il padre disse ai suoi servitori: Presto, portate qua la veste più bella e rivestitelo, e mettetegli un anello al dito e de’ calzari a’ piedi; 23 e menate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, e mangiamo e rallegriamoci, 24 perché questo mio figliuolo era morto, ed è tornato a vita; era perduto, ed è stato ritrovato. E si misero a far gran festa. 25 Or il figliuolo maggiore era a’ campi; e come tornando fu vicino alla casa, udì la musica e le danze. 26 E chiamato a sé uno de’ servitori, gli domandò che cosa ciò volesse dire. 27 Quello gli disse: E’ giunto tuo fratello, e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato, perché l’ha riavuto sano e salvo. 28 Ma egli si adirò e non volle entrare; onde suo padre uscì fuori e lo pregava d’entrare. 29 Ma egli, rispondendo, disse al padre: Ecco, da tanti anni ti servo, e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto da far festa con i miei amici; 30 ma quando è venuto questo tuo figliuolo che ha divorato i tuoi beni con le meretrici, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato. 31 E il padre gli disse: Figliuolo, tu sei sempre meco, ed ogni cosa mia è tua; 32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto, ed è tornato a vita; era perduto, ed è stato ritrovato [Luca 15:21-32] – suprema libertà di scelta: tutti possono andare e tornare, non saranno giudicati e condannati: no crimine di apostasia o peccato mortale / Gesù disse, “Il regno è come un pastore che aveva cento pecore. Una di loro, la più grande, si smarrì. Lui lasciò le altre novantanove e la cercò fino a trovarla. Dopo aver faticato tanto le disse, ‘Mi sei più cara tu di tutte le altre novantanove” [Tommaso, 107]/ 3 Allora gli scribi e i Farisei gli menarono una donna còlta in adulterio; e fattala stare in mezzo, 4 gli dissero: Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio. 5 Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare queste tali; e tu che ne dici? 6 Or dicean questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito in terra. 7 E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei. 8 E chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 9 Ed essi, udito ciò, e ripresi dalla loro coscienza, si misero ad uscire ad uno ad uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. 10 E Gesù, rizzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: Donna, dove sono que’ tuoi accusatori? Nessuno t’ha condannata? 11 Ed ella rispose: Nessuno, Signore. E Gesù le disse: Neppure io ti condanno; va’ e non peccar più [Giovanni 8:3-11].
Altruista: 42 Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un imprestito, non voltar le spalle [Matteo 5:42].
Umile: Gesù disse, “Voi guardate alla pagliuzza nell’occhio del vostro amico, ma non vedete la trave nel vostro occhio. Quando rimuoverete la trave dal vostro occhio, allora ci vedrete abbastanza bene da rimuovere la pagliuzza dall’occhio dell’amico” [Tommaso, 26] 2 Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl’ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. 3 Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, 4 affinché la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa [Matteo 6:2-4].
Resistenza nonviolenta / non cercar rogne se puoi evitarlo: Gesù disse, “Una città costruita su un’alta collina e fortificata non può essere presa, né nascosta” [Tommaso, 32] “e i proprietari di una casa sanno che sta arrivando un ladro staranno in guardia prima che quello arrivi e non gli permetteranno di entrare nella loro proprietà e rubargli i loro averi. Anche voi, quindi, state in guardia nei confronti del mondo. Preparatevi con grande energia, così i ladri non avranno occasione di sopraffarvi, perché la disgrazia che attendete verrà” [Tommaso, 21] / Gesù disse, “Nessuno può entrare nella casa di un uomo robusto e prenderla con la forza se prima non gli lega le mani. A quel punto uno può sottrargli la casa” [Tommaso, 35]. Lui disse, Un [...] uomo possedeva una vigna e l’aveva affittata a dei contadini, così che la lavorassero e gli cedessero il raccolto. Mandò il suo servo dai contadini per farsi consegnare il raccolto. Quelli lo afferrarono, lo picchiarono, e quasi l’uccisero. Poi il servo ritornò dal padrone. Il padrone disse, ‘Forse non li conosceva. Mandò un altro servo, e i contadini picchiarono anche quello. Quindi il padrone mandò suo figlio e disse, ‘Forse verso mio figlio mostreranno un qualche rispetto. Poiché i contadini sapevano che lui era l’erede della vigna, lo afferrarono e lo uccisero. Chi ha orecchie ascolti!” [Tommaso, 65] 24 E quando furon venuti a Capernaum, quelli che riscotevano le didramme si accostarono a Pietro e dissero: Il vostro maestro non paga egli le didramme? 25 Egli rispose: Sì. E quando fu entrato in casa, Gesù lo prevenne e gli disse: Che te ne pare, Simone? i re della terra da chi prendono i tributi o il censo? dai loro figliuoli o dagli stranieri? 26 Dagli stranieri, rispose Pietro. Gesù gli disse: I figliuoli, dunque, ne sono esenti. 27 Ma, per non scandalizzarli, vattene al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che verrà su; e, apertagli la bocca, troverai uno statere. Prendilo, e dallo loro per me e per te [Matteo 17:24-27] / 52 Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendon la spada, periscon per la spada [Matteo 26, 52]. Ciclo della violenza: rifuggilo (come il Buddha): non diventare lo specchio del tuo nemico.
Anticlericale: 15 E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi; 16 e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio. 17 Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni. 18 Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farli morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina. 19 E quando fu sera, uscirono dalla città [Marco 11, 15-19].
Amorevole: Gesù disse, “Amate il vostro amico come voi stessi, proteggetelo come la pupilla del vostro occhio.” [Tommaso, 25] 34 Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Com’io v’ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri [Giovanni 13, 34]. “Ma se uno ha dei beni di questo mondo, e vede il suo fratello nel bisogno, e gli chiude il proprio cuore, come dimora l’amor di Dio in lui?” [1 Giovanni 3:17]
Predicatore della vera vita, quella spirituale: Gesù disse, “I cieli e la terra si apriranno al vostro cospetto, e chiunque è vivo per colui che vive non vedrà la morte.” Non dice Gesù, “Di quelli che hanno trovato se stessi, il mondo non è degno?” [Tommaso, 111 – nel vangelo c’è spesso l’espressione “colui che vive”]. “Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano” [Matteo 7:14] / “Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà” [Matteo 16: 25] / “E se la tua mano ti fa intoppare, mozzala; meglio è per te entrar monco nella vita, che aver due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile” [Marco 9:43] / “In lei (la Parola, il Logos) era la vita; e la vita era la luce degli uomini” [Giovanni 1:4] / “In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” [Giovanni 5:24] / eppure non volete venire a me per aver la vita! [Giovanni 5:40] / “E’ lo spirito quel che vivifica; la carne non giova nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita” [Giovanni 6, 63] / Il ladro non viene se non per rubare e ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbian la vita e l’abbiano in abbondanza” [Giovanni 10, 10]/ Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà [Giovanni 11: 25] / “Chi ama la sua vita, la perde; e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna” [Giovanni 12: 25]/ “Perché ciò a cui la carne ha l’animo è morte, ma ciò a cui lo spirito ha l’animo, è vita e pace” [Romani 8:6].



- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! 

domenica 4 dicembre 2011

Spendere meridionale

da http://gruppobriganti.blogspot.com

Uno studio dell’economista Paolo Savona ha messo in evidenza il fatto che su 72 miliardi l’anno di spesa fatta dai cittadini del Sud, ben 63 sono di beni e servizi prodotti al Nord. Solo una parte dei restanti 9 miliardi resta poi nel Mezzogiorno, essendo compresa in essi anche la quota di spese estere.
Ufficiale è il fatto che la bilancia commerciale delle Regioni settentrionali sia positiva verso il sud Italia e negativa verso l’estero – fatta eccezione per il Veneto – che ha entrambe le voci positive. Questo cosa vuol dire?
Che le Regioni del sud Italia sono il mercato di riferimento delle aziende del Nord, le quali senza la nostra quota di consumi, sarebbero in passivo e destinate al fallimento.
La legge detta del “Federalismo fiscale”, fortemente volute dalla Lega Nord, prevede “il coordinamento dei centri di spesa con i centri di prelievo”
Tradotto in linguaggio corrente: “le ricchezze-tasse restano a disposizione della Regione che le produce-versa”
In termini pratici:
Io, a Napoli, acquisto una colomba “Le Tre Marie”, prodotto a Milano da una società con sede a Via Bistolfi, 31 – 20134.
Gli utili della società – a cui ho dato il mio modesto contributo - versati in tasse verranno usati per costruire scuole, strade, ospedali, ferrovie, teatri…….DOVE?
A MILANO!!!!!!!! E LA LEGA RINGRAZIA!!!!
Domanda
Cosa posso fare perché, invece, i miei soldi restino in Campania, Abruzzo, Calabria, Basilicata, Puglia, Molise, Sicilia?
Risposta
Compro una pastiera, un casatiello, un migliaccio, un sanguinaccio….
Effetto
I miei soldi – tradotti in tasse - verranno usati per costruire scuole, strade, ospedali, ferrovie, asili nido…….DOVE?
NELLE NOSTRE REGIONI !!!!!!!! E I NOSTRI FIGLI RINGRAZIANO!!!!
Se, quando fai la spesa, compri un prodotto del sud, che effetti produci?
  1. Fai crescere l’economia del sud
  2. I tuoi soldi restano al sud e vengono utilizzate per garantire A TE i servizi pubblici: istruzione, trasporto, sanità….
  3. Crei posti di lavoro vicino casa tua
  4. Dai una mano all’ambiente
  5. Risparmi
Come raggiungere il risultato? Attraverso
  • Acquisto
  • Consumo
  • Diffusione
di merci prodotte nel Sud Italia, da aziende, agricoltori, artigiani che abbiano la sede legale della propria attività nel Sud Italia.
Ho scoperto che nel sud Italia produciamo ogni sorta di prodotto e che alcune catene di supermercati – non quelle nazionali, ma quelle nate e cresciute sul territorio – ne sono ben forniti. Certo è fastidioso dover leggere le etichette ogni volta che si acquista un prodotto, però gli effetti - anche in termini di soddisfazione personale – sono notevoli, per cui vi invito a fare un piccolo sforzo.
Per aiutarvi, ho scritto un elenco di prodotti cui potete fare riferimento, attendo i VOSTRI SUGGERIMENTI per arricchire le diverse categorie e aggiungere prodotti e produttori di tutte le nostre regioni.
BUONA SPESA MADE IN SOUTH A TUTTI
1) BISCOTTI - CEREALI - MERENDINE
Biscotti
Cornetti
Cereali per la prima colazione
Merendine
2) CAFFÈ
3) DOCIFICANTI E SALI
Miele
Zucchero bianco
Zucchero di canna
  • Zucchero di canna, Pomigliano D’Arco, Na, Campania
Sale
4) SPALMABILI
Cioccolata e creme spalmabili
Marmellate e Confetture
5) LATTE E DERIVATI
Latte fresco Alta Qualità
Yogurt
Burro
Formaggi freschi
Panna per dolci
Panna spray
Panna da cucina
6) CONSERVE
Conserve di pomodoro
Pesto e condimenti per pasta
Peperoni arrostiti in barattolo
Tonno
Mais
Pesche sciroppate
Legumi in scatola
7) OLIO E SOTTOLI
Olio extravergine d'oliva
Olio di semi
Sottolio
8) UOVA
9) ACETO
10) PASTA – RISO - FARINA E DERIVATI - LEGUMI
Pasta
Pasta fresca
Tortellini
Riso
Farina
Pancarrè
Pane e panini
Pangrattato
Taralli
Pop Corn
Legumi secchi
11) FRUTTA SECCA
12) CARNI – SALUMI - AFFETTATI
Carne in confezione
Carne di pollo da banco frigo
Salumi e affettati
13) VERDURE
Insalata in busta
14) BEVANDE
Acqua
Vino
Birra
Spumante dolce
Bibite gasate
Succhi di frutta
Liquori
15) PRODOTTI SURGELATI - GELATI
Cornetti Surgelati
Sofficini
Surgelati di Mare
Surgelati per fritture
Gelati
Granite
16) DOLCI
Torrone
Confetti
Uova di cioccolato
Cioccolato
Caramelle
Colomba Pasquale
Decori per torte
Prodotti alimentari Terra di Sapori – vendita on-line, http://www.terradisapori.it/, Campania
17) DETERGENTI PER LA CASA
Ammoniaca
Candeggina
Detergente Piatti
Detersivo bucato
Igienizzante pavimenti e sanitari
Alcool
18) MONOUSO
Monouso di plastica
Monouso di alluminio
Rotolone di Carta
Tovaglioli di carta
Carta igienica
19) PER L’IGIENE PERSONALE
Fazzoletti di carta
Dischetti struccanti
Bastoncini ovattati
Pannolini
Assorbenti
Salviettine imbevute
Crema da Barba
Bagnoschiuma
Shampoo
Crema idratante
Crema Corpo
Crema mani
Saponi
Profumi
Stick labbra
Tinture per capelli
Gel per capelli
20) PRODOTTI ERBORISTICI